Io sono assolutamente d'accordo. Si tratta, però, di un concetto rivoluzionario in Italia, soprattutto per la sinistra. Insomma, io credo che una parte del Partito Democratico, anzi degli iscritti al partito democratico, non siano propriamente in sintonia con quest'affermazione del Premier.
Ricordo ancora le polemiche, soprattutto da parte di una parte di militanti, che coinvolsero l'allora segretario Walter Veltroni, reo di aver comprato, con i soldi guadagnati con le vendite di un suo libro, un appartamento di 60 metri quadri a New York per la figlia. Rimasi stupito per quanto erano veementi le critiche nei confronti dell'ex sindaco.
Ancora oggi, ho letto con disappunto che Francesco Rutelli abbia sentito il bisogno di spiegare il fatto di essere andato in vacanza alle Maldive, precisando che ci sono stati tutti i suoi amici o che avesse speso meno di quanto ipotizzato dai giornali.
Non da meno è stato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Che, per aver passato qualche giorno di vacanza in Thailandia si è giustificato dicendo che si trattava della "prima vacanza da un anno" e che si trattava di una sorta di "viaggio di nozze" con la moglie. E, è arrivato a precisare l'ufficio stampa del sindaco, Pisapia non è andato in vacanza in alta stagione, ma "una settimana prima"
Ecco, sia Rutelli sia Pisapia, semplicemente, non si sarebbero dovuti giustificare, né spiegare alcunché. Quello che hanno fatto, andare in vacanza (pagandosele e non facendosele pagare) è cosa normale e per nulla disdicevole. Sono andati in vacanza in posti belli? Hanno fatto bene. Se avessero scelto dei posti brutti, ci saremmo preoccupati per loro.
Deve essere la sinistra per prima a non cedere alla "caricatura" di chi - da destra - è pronto ad additare chi, di idee progressiste, ha una bella casa o si può permettere una bella vacanza. Siamo nel 2012, usciamo da questi stereotipi.
1 commenti:
ciao Marco,
tema complicato e non per "moralismo".
Berlinguer era di famiglia assai benestante, molti fra i massimi dirigenti del Pci lo erano. Eppure, questa "invidia sociale" (cito il Cav.) non scattava.
Oggi accade che chi fa politica è di per sé sommerso dal disvalore di una professione che ha fallito su tutta la linea (al punto che sono dovuti accorrere i "tecnici") e tuttavia continua a usufruire di tanti privilegi (ora intollerabili).
La ricchezza come la intende Monti è appannaggio di una ristretta minoranza di ricchi: i più lo sono per rendite di posizione, sempre fortunose, spesso odiose.
Posta un commento