E non sto parlando del solito corso di inglese, di iscriversi in palestra, o di mangiare meglio. No, parlo di intenzioni professionali, del modo di essere giornalisti.
Ho sempre cercato il confronto, anche aspro, anche nei toni. Un confronto di idee, argomentato. Mi sto accorgendo che questo non è più quasi possibile. Anche e soprattutto sui social network. Ormai ci si "affronta" da schieramenti opposti. Anzi, non ci si confronta, ci si insulta.Si duella a colpi di slogan, invettive e - spesso - delegittimazioni.
Dal 1 gennaio del 2012 io da questo gioco al massacro mi sottraggo. Confronto con tutti, ma senza isterie, senza insulti, senza ideologie. Personalmente dico basta al muro contro muro. Cattolici Vs Laici, Berlusconiani Vs Antiberlusconiani, destra Vs sinistra. Ognuno ha le sue idee, ci si confronta, rimanendo anche sulle proprie posizioni. Ma basta all'odio.
La morte di Don Verzè e il "tentato suicidio" di Lele Mora hanno mostrato un livore di cui la rete è solo un mezzo di propagazione e diffusione. Il livore e l'odio sono stati instillati nelle persone. Giorno dopo giorno, programma dopo programma, titolo di giornale dopo titolo di giornale, dichiarazione dopo dichiarazione.
Qualcuno ha voluto costruire un muro. Al di là e al di qua ci sono due Italia che si odiano, non si rispettano e che non si vogliono neanche ascoltare, tanto meno comprendere.
Non voglio tirarmi indietro: a questa costruzione di odio i giornalisti hanno partecipato. Anzi ne sono i maggiori responsabili. Tutti hanno le loro responsabilità, anche io nel mio piccolo.
Cosa farò dunque? Sempre nel mio piccolissimo, si intende.
1) Taglierò fuori dai miei discorsi tutti gli "isterici" che si presenteranno sulla mia bacheca di Facebook e sul mio profilo twitter a dire cazzate o a seminare odio.
2) Nel mio piccolo cercherò di mettere in evidenza eventuali falsità o inesattezze giornalistiche che mirano a screditare l'avversario. Anzi il nemico. Interno od esterno.
3) Userò il blog molto più di quanto non faccia ora. Twitter e Facebook sono diventate delle arene per linciarsi vicendevolmente. E' tornata l'ora dell'approfondimento. E il blog è il luogo preposto a questo fine. Quindi lo specifico di questo blog diventa il confronto di idee politiche sull'attualità. In maniera approfondita. Che non vuol dire elitaria. Ma vuol dire che non liquideremo le cose con uno slogan.
4) Segnalerò - spero con il vostro aiuto - tutti i lavori che vanno in questo senso. Dell'approfondimento fatto bene, e del confronto.
Insomma, per essere chiari: si al confronto, anche duro, anche che nasce dalla forte provocazione. Ma basta ai dogmatismi che portano all'insulto e all'odio di chi la pensa diversamente.
Insomma, se devo scegliere due copertine per esemplificare il mio pensiero dico.
No a copertine come questa:
Si a copertine, provocatorie, anche forti, che hanno la capacità di sbatterti un problema in faccia. E aprire una discussione.


