sabato 31 dicembre 2011

2012 di intenzioni

Il 2011 è stato un anno veramente positivo. Di quelli che ti rimettono in piedi. Ora è venuto il momento di pensare al 2012. Con un paio di intenzioni.

E non sto parlando del solito corso di inglese, di iscriversi in palestra, o di mangiare meglio. No, parlo di intenzioni professionali, del modo di essere giornalisti.

Ho sempre cercato il confronto, anche aspro, anche nei toni. Un confronto di idee, argomentato. Mi sto accorgendo che questo non è più quasi possibile. Anche e soprattutto sui social network. Ormai ci si "affronta" da schieramenti opposti. Anzi, non ci si confronta, ci si insulta.Si duella a colpi di slogan, invettive e - spesso - delegittimazioni.

Dal 1 gennaio del 2012 io da questo gioco al massacro mi sottraggo. Confronto con tutti, ma senza isterie, senza insulti, senza ideologie. Personalmente dico basta al muro contro muro. Cattolici Vs Laici, Berlusconiani Vs Antiberlusconiani, destra Vs sinistra. Ognuno ha le sue idee, ci si confronta, rimanendo anche sulle proprie posizioni. Ma basta all'odio.

La morte di Don Verzè e il "tentato suicidio" di Lele Mora hanno mostrato un livore di cui la rete è solo un mezzo di propagazione e diffusione. Il livore e l'odio sono stati instillati nelle persone. Giorno dopo giorno, programma dopo programma, titolo di giornale dopo titolo di giornale, dichiarazione dopo dichiarazione.

Qualcuno ha voluto costruire un muro. Al di là e al di qua ci sono due Italia che si odiano, non si rispettano e che non si vogliono neanche ascoltare, tanto meno comprendere.

Non voglio tirarmi indietro: a questa costruzione di odio i giornalisti hanno partecipato. Anzi ne sono i maggiori responsabili. Tutti hanno le loro responsabilità, anche io nel mio piccolo.

Cosa farò dunque? Sempre nel mio piccolissimo, si intende.

1) Taglierò fuori dai miei discorsi tutti gli "isterici" che si presenteranno sulla mia bacheca di Facebook e sul mio profilo twitter a dire cazzate o a seminare odio.

2) Nel mio piccolo cercherò di mettere in evidenza eventuali falsità o inesattezze giornalistiche che mirano a screditare l'avversario. Anzi il nemico. Interno od esterno.

3) Userò il blog molto più di quanto non faccia ora. Twitter e Facebook sono diventate delle arene per linciarsi vicendevolmente. E' tornata l'ora dell'approfondimento. E il blog è il luogo preposto a questo fine. Quindi lo specifico di questo blog diventa il confronto di idee politiche sull'attualità. In maniera approfondita. Che non vuol dire elitaria. Ma vuol dire che non liquideremo le cose con uno slogan.

4) Segnalerò - spero con il vostro aiuto - tutti i lavori che vanno in questo senso. Dell'approfondimento fatto bene, e del confronto.

Insomma, per essere chiari: si al confronto, anche duro, anche che nasce dalla forte provocazione. Ma basta ai dogmatismi che portano all'insulto e all'odio di chi la pensa diversamente.

Insomma, se devo scegliere due copertine per esemplificare il mio pensiero dico.

No a copertine come questa:

Si a copertine, provocatorie, anche forti, che hanno la capacità di sbatterti un problema in faccia. E aprire una discussione.





domenica 11 dicembre 2011

Scilipoti mi ha bloccato su Twitter

Chi di voi non conosce il mitico Onorevole Domenico Scilipoti?

Purtroppo, tra tanti parlamentari che fanno seriamente il loro dovere e che sono sconosciuti ai più, alla luce della ribalta è salito questo buffo ometto, tramutatosi da parlamentare dell'Italia dei Valori a pasdaran di Silvio Berlusconi.

Ora io non so esattamente perché, ma ho scoperto questo pomeriggio di essere stato "bloccato" su Twitter dall'Onorevole Scilipoti.

Praticamente ieri provavo ad aggiungere Scilipoti alle persone "da seguire", ma il sistema mi rifiutava costantemente questa possibilità. Finché alla fine è uscita una dicitura: "Ci dispiace, non puoi seguire questo utente perché ti sta bloccando".

Due sentimenti di pari intensità si sono impossessati del sottoscritto. Il primo di grande dispiacere per non poter seguire da vicino gli impedibili tweet del nostro amato deputato dedito all"agopuntura.

Il secondo sentimento di grande orgoglio, misto ad un certa malcelata soddisfazione: Scilipoti non vuole avere niente a che fare con me. Stanotte posso dormire tranquillo.

Ps e se mi avesse bloccato perché mi ha confuso con qualche omonimo?

Spot McDonald: il più condiviso in India e nelle Filippine

Grazie alla newsletter di Mashable, mi sono imbattuto nella classifica degli spot più condivisi su Youtube.

La classifica l'ha vinta lo spot - stupendo - della Volksawagen, quello che riprende il concetto di "forza" tanto caro a noi che siamo cresciuti insieme alla saga di "Guerre Stellari": http://youtu.be/UGHY7cGAjgU.

Però, volevo farvi vedere questo di video. E' la pubblicità del McDonald. Sono due versioni, una filippina e una indiana. Sono sottotitolate in inglese. Li trovo deliziosi.

Fassina in piazza con la CGIL. Torna l'era dell'Unione?

Qualche anno fa fece scalpore un titolo di Liberazione, che richiamava il titolo di una fortunata telenovelas brasiliana: "Anche i ricchi piangono" riferita alla manovra finanziaria del Governo Prodi.

Questo titolo apparteneva, quindi, ad un modo di pensare di un partito "comunista", durante la stagione del governo di centrosinistra, prima della nascita del Partito Democratico. In realtà, quindi, stiamo parlando di un qualcosa che NON apparteneva al modo di pensare degli allora Democratici di Sinistra.

Con la nascita del Partito Democratico, quindi, tutta il centrosinistra era atteso ad un importante cambio di mentalità. Il Pd, infatti, nasce anche e soprattutto per parlare a coloro i quali non fanno parte tradizionalmente dell'elettorato di sinistra: quindi commercianti, piccoli imprenditori, partite IVA.

Per questi motivi, ogni qual volta sento parlare il responsabile economico del Partito Democratico, Stefano Fassina, ho un piccolo sussulto al cuore. Perché rischio di avere un infarto. Perché vedo una mentalità che pensavo ormai sorpassata, fare pericolosamente capolino. E, quello che più atterrisce di Stefano Fassina, è il suo linguaggio. Su "Diario della Manovra" una bella iniziativa del sito del Pd, ho trovato questa intervista rilasciata alla collega de La Stampa "Francesca Schianchi". In questo breve colloquio, Fassina dice due cose preoccupanti.

Ieri sulla Stampa D`Alema diceva però che per la prima volta anche i ricchi pagano: è d`accordo?«Pagano qualcosa anche i ricchi, ma l`equilibrio non mi pare soddisfacente. Sul versante pensionistico e dell`Ici si producono situazioni di grande sofferenza: ci sono lavoratori che vedono ritardata di sei anni la pensione, non è la stessa cosa che pagare 1200 euro per un conto titoli milionario». 
Insomma la cultura retrò del "dagli al ricco" inteso come colpevole, è ancora in voga nel modo di ragionare del responsabile economico del Pd.. Certo lo dice riprendendo un'intervista di D'Alema e la domanda della giornalista, ma lo dice.

Poi, la cosa più grave. Avevamo sicuri che il centrosinistra, finita l'era dell'Unione, avesse chiuso con il brutto spettacolo di andare in Piazza a protestare contro le leggi che si apprestava a votare in Parlamento. Putroppo, non è così. E che ad aderire allo sciopero indetto contro la Manovra del governo Monti, che il Pd voterà in Parlamento, sia proprio un membro della segreteria rende il tutto ancor più grottesco.

«Lunedì andrò al presidio di Cgil, Cisl e Uil per ascoltare i lavoratori e ribadire le ragioni per cui il Pd vota questa manovra: perché Lega e Pdl ci hanno portato a un centimetro dal baratro, e se ci cadessimo dentro a pagare molto di più sarebbero proprio i lavoratori». 

Non ci trova una contraddizione, come ai tempi del governo Prodi, quando c`erano alleati che sfilavano contro il governo che sostenevano? 
«No: allora votavano le misure e poi andavano in piazza con parole d`ordine di segno opposto, io invece vado ad ascoltare e ribadire le posizioni del Pd. (...)

La cosa drammatica è che Fassina non si accorge neanche della sua contraddizione. Perché lui va in piazza, proprio con chi ha parole d'ordine di segno opposto rispetto alla manovra che il suo partito appoggerà in Parlamento.

E' ancora sopportabile - per il centro sinistra - questa continua ambiguità? Si può essere al contempo al fianco del governo Monti in Parlamento, e alla CGIL in piazza?