E ne ha frantumati di record con questa maglia: numero di gol, numero di presenze. E per vestire la maglia della sua squadra del cuore per tutta la carriera, ha fatto alcune rinunce. Ha deciso, per rimanere alla Roma, di guadagnare di meno, e di vincere di meno. La Roma nella sua storia di scudetti ne ha vinti 3. Totti ne ha vinto uno, cioè il 33%.
Ovviamente, quella piccola comunità di tifosi che vive a Roma e che non sono romanisti, e che prendono il nome di laziali, ha usato questa giornata per tornare a mostrare il proprio complesso d'inferiorità nei confronti dell'As Roma, dei suoi tifosi e di Francesco Totti.
Le soliti "accuse": non ha vinto nulla, al mondiale ha segnato solo su rigore, il mondiale lo ha vinto anche "Zaccardo" etc etc. Le solite banalità. Inutile ricordare a chi è invidioso che Totti ha giocato tutte le partite (tranne una) da titolare, e ha preso la responsabilità del rigore decisivo contro l'Australia. Non stava bene, era reduce da un infortunio, ma nonostante questo, Lippi non ha mai rinunciato al suo unico fuoriclasse.
Ora qui vogliamo riflettere sul perché i tifosi della Lazio vivano così male la loro subalternità cittadina. Ovviamente, essendo una piccola minoranza in città, vivono ogni vittoria della Roma con angoscia, spaventati dall'essere sommersi dalla marea giallorossa. E questo è normale.
Quello che va analizzato più approfonditamente è l'odio del laziale verso Totti. Odio che non deriva solo dal fatto che sia il simbolo della squadra a loro avversa, ma anche dal fatto che loro un giocatore come Totti non l'hanno mai avuto, e lo vorrebbero tanto avere.
Prendiamo due ragazzi di venti anni circa. Uno della Roma e uno, sfortunato,tifoso della lazo (minuscolo). Le differenze spiegano un po' tutto.
Il romanista ha sempre visto giocare nella sua squadra Francesco Totti. Non ha praticamente memoria di una Roma senza Totti. Anzi, probabilmente da quando ha capito cosa è il calcio, ha visto sempre e soltanto un uomo con la fascia di capitano della Roma, sempre Francesco Totti. E ad ogni derby ha visto pararsi davanti al capitano della Lazio Francesco Totti. Il papà gli ha regalato la maglietta di Totti nel 1997 ( a 6 anni) e lui la potrebbe ancora indossare. Perché Totti ancora indossa il numero dieci della Roma.
Il ventenne laziale, invece......poveretto. Un casino. Prima gli hanno detto che il suo idolo era Salas, che però poi è andato alla Juve, poi gli hanno spiegato che Veron era il più forte centrocampista del mondo, e che era più forte di Totti. Peccato sia andato poi all'Inter.
Ma in verità gli avevano spiegato che la sua bandiera era Alessandro Nesta. Era cresciuto nel vivaio della Lazio. Era del 1976, come il capitano della Roma. E lui stesso era capitano della Lazio. Era l'"antitotti".
Forte e laziale. Peccato che anche qui è arrivata la delusione: e nell'estate del 2002 Nesta è andato al Milan, venduto da quello che in famiglia gli avevano spiegato essere un grande presidente, ovvero il Sig. Sergio Cragnotti.
Putroppo, poi anche Cragnotti ha lasciato la Lazio. Ma non è stato venduto: la sua società, la Cirio, ha emesso dei bond che non è riuscita a ripagare. E lo stesso presidente della Lazio, allontanato dalla società, è stato poi arrestato nel 2004.
Poi è arrivato al timone della SS Lazio tal Claudio Lotito. Il presente è sembrato troppo brutto per essere vero e allora si è iniziato a pensare al passato.
Dei grandi giocatori che hanno indossato la maglia biancoceleste. E del loro essere "laziali veri".
Gli hanno parlato di Giorgio Chinaglia. Gli hanno raccontato che era un laziale vero. Un simbolo. Che amava la maglia e la Lazio.
Ma anche qui, il tempo ha regalato una delusione al povero bambino laziale. Nel 2006, mentre Chinaglia si affacciava in tutte le tv locali romane per assicurare che esisteva un imprenditore segreto pronto a rilevare la Lazio e portarla alla vetta d'Europa, è arrivata una brutta notizia.
Si è scoperto che questo fantomatico compratore, semplicemente, non esisteva. E che su questa storia, speculando sull'amore dei tifosi della Lazio, il nostro Giorgione ci stava facendo un bel po' di quattrini. Ma leggiamo cosa dice Wikipedia della più importante bandiera della Lazio:
Nell'ottobre del 2006 il nucleo valutario della Guardia di Finanza ha richiesto una ordinanza di custodia cautelare ai danni di Chinaglia per estorsione ed aggiotaggio, nell'ambito dell'inchiesta dellaprocura della Repubblica di Roma sulle irregolarità nella scalata alla società sportiva Lazio. Al momento dell'ordinanza, Chinaglia risiedeva all'estero ed attualmente risiede negli USA; pochi giorni dopo è stato emesso un mandato d'arresto europeo a suo carico, ma risulta ancora latitante per la giustizia italiana[4]. Il reato contestato all'ex calciatore è quello di riciclaggio per conto del clan camorristico appartenente alla famiglia dei Casalesi, che voleva impiegare i proventi delle attività illecite per acquistare la Lazio[5].Nel novembre 2007 Giorgio Chinaglia è stato multato per 4,2 milioni di euro per la scalata alla S.S. Lazio, a seguito di decisione della Consob. L'ex campione è stato riconosciuto responsabile di manipolazione del mercato e di ostacolo all'attività di vigilanza della Consob in relazione alla presunta intenzione di un gruppo chimico-farmaceutico estero di acquisire il controllo della Società Sportiva Lazio: la Consob ha accertato che la notizia, diffusa da Chinaglia tra ottobre 2005 e marzo 2006, era falsa. L'ex calciatore è stato considerato colpevole di "condotte manipolative poste in essere in relazione ai titoli della S.S. Lazio". La Commissione ha rilevato anche che lo stesso Chinaglia ha "posto in essere, direttamente o per interposta persona, una serie di atti, sostanziatisi in falsità ed omissioni, sintomatici di un atteggiamento dilatorio ed ostruzionistico, che ha procurato oggettivo ritardo all'esercizio delle funzioni della Consob, ostacolandone e rendendone più onerosa l'attività di accertamento dei fatti, funzionale ad assicurare la correttezza informativa ed il regolare andamento degli scambi sul titolo S.S. Lazio"[6].Nel luglio 2008 è stato colpito da un mandato di arresto per riciclaggio. È tuttora latitante[7].
Insomma, con "La Bandiera" ( qui con la maiuscola...) latitante diventava difficile trovare qualcuno presentabile per questo povero ragazzo lazialotto.
E allora gli hanno raccontato che nei primi anni 90, quando lui era piccolo, alla Lazio c'era un giocatore tanto forte. Era bassino, ma aveva un sinistro di tutto rispetto. Certo, non ha vinto proprio nulla, neanche una coppa Italia, ma ha vinto tante classifiche cannonieri. Il suo amore e la sua devozione dovevano essere indirizzate verso Beppe Signori. Beppe Gol!
Certo, arrivato Roberto Mancini, lo avevano messo da parte. Tanto che lui se ne era dovuto andare via. Prima in prestito alla Sampdoria, e poi al Bologna, allenato dal romanista Carlo Mazzone. Ma magari su questo particolare preferivano glissare. Omettendo che "questa bandiera della Lazio" di stagioni con la maglia biancoceleste ne ha giocate 5, mentre al Bologna ne ha passate sei. Oppure facendo finta di non ricordare che è stato venduto per un pezzo di tal "Kennet Andersson", ma questi sono particolari. A qualcuno dovrà pure attaccarsi 'sto poro ragazzino laziale
Ma anche qua, purtroppo, è arrivata la giustizia. Una mattina, il primo giugno del 2011, Giuseppe Signori è stato arrestato nell'ambito di un'indagine sulle scommesse nel mondo del calcio. La Commissione disciplinare della FIGC lo ha radiato da qualsiasi categoria o rango della Federazione.
Insomma, Nesta venduto al Milan, Signori svenduto al Bolgna e poi radiato, Chinaglia latitante. Non un bel quadretto quello offerto al tifoso della lazio.
E gli altri capitani? Sì insomma, chi è andato a scambiare i gagliardetti con Francesco Totti dopo Nesta?
Beh...l'elenco è lungo.
Giuseppe Favalli, passato poi all'Inter ( a parametro zero) e poi al Milan.
Poi Fernando Couto(!)!!!!
Poi il romanista Liverani.
Poi Massimo Oddo, poi ceduto al Milan e ora al Lecce.
Poi Luciano Zauri (chi????????????)
Poi il buon Tommaso Rocchi, che ormai, non giocando quasi mai, fa sì che il capitano della Roma nelle ultime stagioni abbia scambiato i gagliardetti con chiunque avesse indossato la maglia della Lazio per una decina di volte.
Ma allora, almeno nella dirigenza, si chiederà questo benedetto ventenne laziale, ci sarà qualche mito a cui io possa rifarmi. E certo. Alla Roma c'è da sempre Bruno Conti. Altra bandiera romanista, anche lui campione d'Italia e del mondo. Dalla sua parte, nella sua società, il giovin laziale trova tale Igli Tare, 4 (quattro!!!) gol con la maglia della Lazio in tre campionati di Serie A. (e....75 partite giocate nel Brescia, 55 nel Bologna, e 54 nella Lazio).
No, niente, neanche il buon Igli può andare bene.
Ma infine una speranza era arrivata. Era sudamericano, argentino, ma veniva dall'estremo oriente. Il Presidente aveva assicurato, forse esagerando (ma giusto un pochino) : "E' fortissimo, è più forte di Messi!"
E quindi il giovin Laziale ci aveva creduto. La sua nuova bandiera, era tal Mauro Zarate, il vate del Gol.
Maglietta numero dieci, un fantasista, un giocatore tecnico. Addirittura giovane e con grandi prospettive. Sarebbe stato lui, hanno raccontato al giovane laziale, a segnare il destino del calcio romano per i prossimi venti anni, altro che l'ormai decadente Francesco Totti.
E così la prima stagione di Zarate è segnata dall'entusiasmo: ben 36 presenze e 13 gol. Uno anche nel Derby. E' fatta, pensa il giovin laziale. Anche io ho il mio Totti. Zarate non può che crescere. Certo Totti segna anche lui 13 gol, ma in 24 partite ( più un paio in Champions League). Ma questo è un particolare per gli occhi del laziale....
La stagione dopo, arriva, IMMANCABILE, la disillusione. 32 partite e la miseria di 3 gol. Uno sconquasso. La stagione successiva qualche timido segnale di ripresa: molte panchine con Reja, ma qualche golletto: 9.
Certo, pesa come un macigno il rigore dal dischetto fatto contro l'Udinese nel tentativo di fare un cucchiaio imitando Francesco Totti. Il portiere friulano non si muove, e Zarate fa la figura del fesso. L'Udinese vince 2 a 1, e la Lazio (peccato) vede sfumare la possibilità di andare in Champion's League.
Ma le brutte notizie per il lazialotto non sono finite. Ai ferri corti con società e giocatori, il talento cristallino di Mauro Zarate saluta i tifosi della Lazio. Pur di andarsene accetta una riduzione dell'ingaggio, e approda, felice e contento all'Inter.
Insomma, ecco spiegato l'arcano. Il Laziale, da venti anni, vorrebbe un Francesco Totti. Un tifoso e un giocatore, un capitano e un campione, un uomo e una bandiera.
Per ora si devono accontentare di idolatrare Brocchi, Ledesma e Zauri.
Come non capirli.
1 commenti:
lo odiano perchè ha sempre m,ancato di rispetto agli avversari,insultandoli e scherfnandoli in radio,ci sono tanti campioni e romanisti veri come beppe gianninio che viene tutt oggi rispettato,copme carlo mazzone,gente che non è ritardata.
Posta un commento