I fatti: Per le regionali l'Italia dei Valori ha presentato in lista il figlio del leader del partito, Cristiano.
Dal partito si è alzato qualche mugugno, dall'opinione pubblica, ancora di più: "Sei come Berlusconi con la Minetti e Bossi con il trota". Questa l'accusa più ricorrente.
Di Pietro prova a giustificarsi, a spiegare, partendo dall'assunto che non è giusto negare la possibilità di fare politica a nessuno, neanche al figlio di un leader:
"Mio figlio ha fatto e deve fare tutte le trafile, al pari degli altri. Non potrà mai ottenere, almeno fino a quando sarò vivo io, un posto in nome o per conto del partito, con listini e quant'altro». Così, in una intervista al settimanale 'La Voce del Molisè, Antonio Di Pietro parla della candidatura del figlio Cristiano alle elezioni regionali del Molise, candidatura finita oggi al centro di una bufera tutta interna all'Idv con il circolo molisano di Termoli che ha annunciato l'addio al partito proprio in segno di protesta contro le modalità che hanno portato all'inserimento in lista di Di Pietro junior. «Quando Cristiano ha chiesto di fare politica - prosegue l'ex pm - gli ho detto che doveva cominciare dal basso: consigliere comunale, e lo ha fatto per cinque anni chiedendo il voto sulla sua persona, poi consigliere provinciale, e lo ha fatto per cinque anni chiedendo il voto sulla sua persona, oggi per fare il consigliere regionale dovrà chiedere la fiducia sulla sua persona e sulle sue capacità. Se i cittadini gli danno il consenso - conclude Di Pietro - vuol dire che se lo è meritato, perchè il figlio del politico non deve essere avvantaggiato, ma certamente ha diritto anch'esso a misurare il proprio consenso direttamente chiedendolo ai cittadini»Di certo non si può dire che Cristiano ricopra un ruolo di primo piano nel partito, o che la sua sia una notorietà nazionale, o che il padre lo abbia portato ai vertici del partito.
Ma è altrettanto inevitabile far notare che chi si fa campione dell'antipolitica, dell'anticasta, poi non si può lamentare se viene fatto oggetto di un'osservazione molto critica dei propri comportamenti.
Insomma, se Di Pietro, durante il comizio di chiusura della Festa di Vasto 2011, se ne esce con delle frasi tipo: "Dobbiamo mandare un messaggio chiaro al Paese: per prima cosa vendiamo tutte le auto blu",
Chi di casta ferisce, di casta perisce.
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