Marco Esposito THE WEEK
Spalletti, Prandelli, Zaccheroni, Sonetti, Guidolin, Colantuono, Gb Fabbri, Maroso, Maifredi, Marchioro, Arrigoni, Baldini, Materazzi, Magni, Papadopulo, Ballardini, Zenga, Del Neri, Rossi, Cosmi. E molti altri.
Cosa hanno in comune tutti questi nomi? La persona che li ha licenziati: Maurizio Zamparini classe 1941, detto "il mangiallenatori" o anche "presidente vulcanico".
Prima da presidente del Venezia, poi da Presidente del Palermo, ma lui è friulano, ha esonerato circa 30 allenatori sui 35 avuti alle sue dipendenze. Non si è salvato nessuno. Chiunque accetti di allenare una squadra di Zamparini sa che fine farà: sarà cacciato. Spesso a prescindere dai risultati ottenuti.
Un vecchio "padrone" che tratta i suoi dipendenti secondo i suoi umori e secondo gli ultimi risultati. Senza un minimo di programmazione, senza un minimo di lungimiranza, senza un minimo di rispetto. La quint'essenza della classe dirigente italiana.
E' il caso di Delio Rossi, forse uno dei più clamorosi della gestione Zamparini. L'ex tecnico laziale stava facendo un ottimo lavoro con una squadra giovane, ricca di talento, ma inesperta e con qualche lacuna nella rosa dei difensori.
Zamparini, dopo la secca sconfitta interna con l'Udinese per 7 a 0 ha pensato bene di mandarlo via per prendere Serse Cosmi. Ma le cose non sono migliorate, anzi. Nelle successive quattro gare, il Palermo, ne ha vinta una contro il Milan, e perse le altre tre. Ieri è arrivata la sconfitta nel derby contro il Catania, per 4 a 0, e anche Cosmi è stato mandato via. Chi è arrivato al suo posto vi domanderete? Ebbene, è stato richiamato Delio Rossi.
Ma questo comportamento, va detto, non è nuovo per Zamparini. Non è certo la prima occasione in cui ha mandato via un allenatore per riprenderlo subito dopo.
Da quando è proprietario del Palermo, cioè dal 2002, ha avuto quattrodici allenatori. E da quando i rosanero sono ritornati in Serie A, quasi nessuno si è salvato.
Solo Guidolin, nel 2004-05, anno del ritorno in Serie A, si è salvato. Infatti, portò la matricola rosanero ai fasti dell'Europa.
Ma l'anno seguente Guidolin, miracolato, lasciò il Palermo, e sulla panchina dei rosanero si sedette Luigi Delneri. Durò poco. Alla ventritreisima giornata fu esonerato e sulla panchina del Palermo arrivò Papadopulo. Il Palermo, grazie a Calciopoli, terminò la sua stagione in Europa.
L'anno successivo, l'anno post mondiale, il primo dell'era interista, è Guidolin a tornare sulla panchina che scotta. E sbagliò. Perché nonostante un inizio di campionato sfolgorante, con il Palermo ad insidiare la vetta della classifica all'Inter, arrivò, scontato l'esonero. Infatti, a gennaio si fece male Amauri e il Palermo iniziò a balbettare. Zamparini intervenne licenziando Guidolin e chiamo a dirigere il Palermo Renzo Gobbo e Rosario Pergolizzi (!).
Ovviamente, 3 giornate dopo, Guidolin fu chiamato nuovamente sulla panchina del Palermo.
E siamo al 2007/08. Il capolavoro di Zamparini. Si inizia con Stefano Colantuono sulla panchina. Viene fatto fuori alla 14esima di campionato, sostituito da Guidolin. Che verrà a sua volta esonerato alla 31unesima. E indovinate chi torna sulla panchina rosanero? Ovviamente Colantuono.
Nella stagione successiva il povero Colantuono dura la bellezza di una partita. Poi viene esonerato e sostituito da Davide Ballardini che, incredibilmente, arriva fino alla fine della stagione.
Nel 2009/10 si parte con Walter Zenga sulla panchina. Zenga arriva dalla buona prova di Catania. All'inizio tra i due sembra esserci un buon feeling, ma Zamparini non perdona all'ex portiere della nazionale il fatto di trascurare Pastore, talento argentino appena arrivato sull'isola. Allora lo esonera e lo sostituisce con Delio Rossi che, come sapete, proprio ora torna sulla panchina rosanero.
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