mercoledì 20 aprile 2011

Le rivoluzioni partono dai piccoli episodi: il popolo del web si mobilità in favore di Sara contro la titolare del negozio Tezenis a Porta di Roma

Le rivoluzioni, si sa, partono da piccoli episodi. Da piccole scintille. Da una fiammella che, in un clima esasperato, divampano e diventano incendi inarrestabili.

Probabilmente non sarà il caso di Sara il detonatore della situazione ormai insopportabile degli under 40 di questo paese, ma è un segnale importante e da non trascurare.

Perché unisce vari fattori: lo sfruttamento del lavoro dei più giovani, la mancanza di una coscienza di classe degli under 30, e la situazione di "solitudine" e sfruttamento che vivono alcuni lavoratori.

Altro elemento fondamentale per la nostra storia, è la rete e il ruolo fondamentale dei social network per il propagarsi della denuncia lanciata dalla trasmissione "Le Iene".

Perché, alla base di tutta questa storia, c'è comunque la TV.

Ma iniziamo dal principio. In principio, fu questo servizio delle Iene, a squarciare un velo su quello che accade in un negozio del centro commerciale Porta di Roma.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/220812/calabresi-botte-sul-posto-di-lavoro.html#tc-s1-c1-o1-p3

Sara, una commessa del negozio Tezenis del centro commerciale Porta di Roma racconta alla Iena Paolo Calabresi di essere stata picchiata e presa a calci dalla sua datrice di lavoro per farle firmare la lettera di dimissioni.

A monte del comportamento della titolare del negozio, in realtà un negozio in franchising, c'è la richiesta della ragazza di un chiarimento sulla sua busta paga. Sara è sfruttata e mal pagata (587 euro per 126 ore lavorate) ma non avrebbe voluto rinunciare a quel lavoro. Per tutta risposta alla sua richiesta di spiegazioni, viene prima presa a calci nel camerino del negozio, davanti alle sue colleghe, e poi trascinata nel magazzino e lì percossa fino alla firma delle dimissioni.

La ragazza, a cui vengono dati 15 giorni di prognosi al pronto-soccorso,  decide di denunciare Vera Emilio, la titolare del negozio. Ma le sue colleghe, spaventate e con il terrore di perdere il posto di lavoro, le comunicano che non testimonieranno a suo favore. E qui entrano in gioco le Iene.

Si scopre che Vera Emilio ha simpatie naziste, e che, prendendo a calci Sara, le ha detto: "Io non ho pietà nemmeno per i cani, mi inchino solo davanti al duce".

Dopo il servizio denuncia delle iene, parte il tam tam della rete. La pagina facebook di Tezenis viene presa d'assalto dalla gente infuriata. Tutti chiedono spiegazioni. Lo stesso accade sulla pagina del centro commerciale.

La rete si organizza: su Facebook nascono gruppi contro Vera Emilio e a sostegno di Sara, e si organizza un sit in davanti al negozio Tezenis di Porta di Roma.









La manifestazione è un successo. Tezenis gestisce molto male la vicenda, con un messaggio molto debole sulla sua pagina Facebook
Carissimi Fans, come Voi anche noi siamo amareggiati e rammaricati da quanto emerso dal programma "Le Iene". Non ci riconosciamo assolutamente in questo genere di comportamenti. L'azienda ne ha preso atto, ne seguiranno le opportune azioni.
Un messaggio blando, che non soddisfa la protesta. Anche l'annuncio della sospensione di Vera Emilio non placa la rabbia dei coetanei di Sara, che decidono di darsi appuntamento un'altra volta a Porta di Roma, questa volta sabato 23 Aprile alle 16.00.

Tezenis, capendo finalmente i propri errori, decide di risolvere il contratto in essere con Vera Emilio. E lo annuncia sulla sua pagina Facebook.
Calzedonia SPA comunica di aver risolto con effetto immediato tutti i suoi contratti con la Emilio Srl. Conseguentemente viene sospesa alla stessa qualsiasi fornitura di beni e servizi.
La storia di Sara, oltre che un indice di capacità di aggregazione della Rete, anche quella italiana, e della forza dei social network, è anche uno dei primissimi casi di "lotta e solidarietà generazionale". Un primo passo verso  una ribellione vera?

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