Sabato sono andato in piazza per seguire per THE WEEK.
Ci sono assolutamente alcuni elementi positivi in quanto accaduto sabato. Il primo di tutti è già il fatto di essere scesi in piazza per manifestare contro questa situazione. Ogni qual volta la generazione degli under 40 si mobilità è una buona notizia.
Geniale è stata, a mio avviso, l'idea di coinvolgere il cast di Boris nella promozione e nella manifestazione. Difficile immaginare una fiction o un prodotto televisivo che meglio di Boris spieghi la situazione delle nuove generazioni. E la disponibilità del cast in questo senso è stata assoluta.
Poi, mi perdonerà il mio amico Mario Castagna, che insieme ai GD si è molto impegnato per la riuscita della manifestazione se espongo anche i problemi della piazza di sabato.
In primo luogo, purtroppo, non c'era tanta gente. Piazza Esedra ha fatto molta fatica a riempirsi. Mi rendo conto che trasformare un evento da virtuale a reale è molto difficile, senza il supporto reale e fattivo di una grande macchina organizzativa. E soprattutto le persone che c'erano erano in parte "le stesse persone" che sono solito incontrare a molte manifestazioni anti berlusconi. Quella di sabato avrei voluto fosse una manifestazione meno politica e più generazionale.
Anche per questo la manifestazione avrebbe dovuto mantenere di più il suo focus sul tema del lavoro. E invece era piano di associazioni per i diritti degli omessuali, per la pace, contro la guerra, etc etc. Ecco sono cose che non c'entravano con l'argomento della manifestazione.
Inoltre c'era la presenza, a mio avviso ingombrante, della CGIL. A questo riguardo sono perfettamente d'accordo con quanto scritto da Luciano Nobili. Il compagno di strada scelto è completamente sbagliato. La CGIL è formata per oltre il 50% dei suoi iscritti dai pensionati, e che da sempre, si batte per l'immobilismo dello status quo, e contro le ricette di Pietro Ichino, che aprirebbero sicuramente uno spiraglio di speranza a questa generazione, cui la generazione dei padri ha riservato una vera e propria apartheid nel mondo del lavoro. Ovviamente la CGIL difende i "garantiti" gli insider, a tutto svantaggio dei precari, outsider per antonomasia. Soprattutto, la ricetta della CGIL non funziona.
Lo abbiamo detto e scritto mille volte: è necessario riequilibrare la spesa generazionale per rimettere in piedi le prospettivi di futuro di una generazione fino ad oggi assolutamente depredata.
Un'ultima annotazione di colore e non solo. Vanno cambiati, e di corsa, anche i simboli di riferimento. Se vogliamo fare una battaglia generazionale, non è possibile che i testimonial siano Dario Fo o David Riondino.
E poi, con tutto il rispetto di chi è stato presidente della Repubblica, ma è mai possibile che ad una manifestazione dei giovani precari, che di pensioni non vedranno neanche l'ombra, dal palco sia letto con entusiasmo il saluto di Oscar Luigi Scalfaro, classe 1918, che può vantare due pensioni per un totale di 15mila euro netti al mese ?
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