Ieri sera sono arrivato qui a Perugia per il Festival del Giornalismo 2011.
C'è una bella atmosfera, tutti giovanissimi, e tutti i colleghi che fanno parte dei vari "panel" non si sottraggono alle domande e alle curiosità.
Ieri sera ho visto il monologo di Luca Telese al Teatro Pavone. Una sorta di lezione sui problemi del giornalista, soprattutto quello italiano.
Ho provato a raccontare la serata su The Week, facendo una sorta di video riassunto in pillole.
Era partito un po' "moscio" per poi salire sempre di più di tono. L'ho trovato molto divertente e godibile. E poi dice alcune cose drammaticamente vere, come quando racconta la situazione dei giovani giornalisti nelle redazioni nostrane.
Mi limito a riportarne un passo, sintetizzandolo. I giornali, anche quelli grandi e grossi, che fanno tanti numeri e tanti soldi, dichiarano lo stato di crisi. Vanno dall'Inpgi e chiedono il pensionamento anticipato per i giornalisti di 58-59 anni. Stipulano questi accordi. I "vecchi" giornalisti quindi se ne vanno con pensioni enormi (almeno rispetto a quelle che percepiranno gli attuali "stagisti schiavi"). Pensioni pagate dai "giovani" giornalisti. E poi la beffa: si ripropongo al direttore per arrotondare la pensione. E, ovviamente, spesso vengono accontentati: al lordo costano meno del praticante neoassunto.
Storie italiane.
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