In questi giorni ho parlato molto di Rutelli. Chiedendone più volte le dimissioni dalla vita politica. L'ho fatto su twitter, su Facebook, qui sul blog.
Intendiamoci, non è solo Rutelli il problema. Il problema è la sostituzione di una classe dirigente che da venti anni si è imbullonata sulle poltrone.
Rutelli, ovviamente, ha quasi un valore simbolico. Se non si riesce ad ottenere che abbandoni la vita pubblica chi negli ultimi venti anni è passato dai Radicali all'UdC, passando per i Verdi, I Democratici, la Margherita e Il Partito Democratico, allora chi?
Rutelli è stato sconfitto nel 2008 nella corsa a sindaco di Roma da Gianni Alemanno, mentre negli stessi confini della città, Nicola Zingaretti vinceva il duello con il suo avversario di centrodestra per la carica a Presidente della provincia. Non sarebbe bastato questo in un paese normale?
Ora il Tesoriere della Margherita, l'uomo legato con un rapporto di fiducia al suo segretario, è accusato di aver rubato - e non poco - i soldi del finanziamento pubblico dei partiti.
Cosa altro deve accadere affinché Francesco Rutelli si alzi in piedi e dica: "E' venuto per me il momento di una fase nuova nella vita. Lascio la politica e mi occupo di altro".
Sarebbe insopportabile da un punto di vista della democrazia che Rutelli tornasse ancora in Parlamento grazie a qualche lista bloccata. Sarebbe assurdo che - infilato in un bel posto sicuro - possa arrivare nuovamente in Parlamento alla faccia dei tantissimi cittadini che non hanno alcuna intenzione di votarlo più.
Ecco, anche per questo motivo urge cambiare la legge elettorale, facendo sì che ai cittadini torni il compito di scegliersi i Parlamentari.
Se non si riuscisse ad andare oltre Rutelli nella cosa pubblica italiana, mi chiederei se esistesse ancora un'opinione pubblica in Italia.
Dicevo che non è solo Rutelli. Rutelli è il simbolo di una classe dirigente e politica che non ci meritiamo più. Che è necessario archiviare. Non è più possibile e tollerabile vedere ancora i vari Gasparri, Cicchitto, Scajola, D'Alema, Damiano, Fioroni, Franceschini, Violante....Soprattutto nel centrodestra c'è una classe dirigente che, governando quasi per dieci anni consecutivi, ha portato il paese sull'orlo del fallimento.
E' tempo che in campo scenda una nuova generazione di leader, di politici, di classe dirigente.
Vogliamo gli
Zingaretti, i
Civati, i
Renzi, i
Matteo Orfini, gli
Alfano, gli
Andrea di Sorte...ne ho messi per tutti i gusti: destra, sinistra, moderati o come li volete voi.
Iniziamo ad archiviare chi ha dimostrato di non essere in grado di aiutare il paese.